Archivio mensile:aprile 2013

Disegni e illustrazioni

Il disegno è sempre stata la mia qualità innata, la mia caratteristica naturale, una cosa essenziale quanto il respirare o mangiare. Ho il rimpianto di non averlo sviluppato con una scuola professionale o qualche corso, perchè tutto quello che ho fatto l’ho imparato da solo o da insegnamenti di mia madre, ma senza tecniche riguardanti le proporzioni o colori, solo esercizio ed esercizio. Sin dalle elementari (e poi alle medie e superiori), ero conosciuto per questa mia caratteristica, tanto che bambini o ragazzi mi portavano il loro diario affinchè gli facessi disegni, oppure mi chiedevano i miei disegni da portare a casa. Avrò disboscato ettari di fogli disegnati a mano, ma i miei temi erano sempre gli stessi: il corpo umano, mostri, cavalieri, culturismo, sport, paesaggi, robot, auto, aerei, militari, cowboy, e poco altro. Con un po di studio ulteriore avrei completato il mio bagaglio tecnico. Per non parlare poi del fatto che odiavo matita e gomma, disegnavo solo con penne e rapidografi.

Poi con la necessità di lavorare, dopo le scuole superiori, il tempo a disposizione per quello che è rimasto un hobby, è diventato sempre meno. Ora è rimasto solo un rimpianto, ma chissà che un giorno non troverò l’occasione per ricominciare.

Ritratti, e l’arte del Ritrattare

Il ritratto (e non il ritrattare) è una mia “dote” che ho scoperto relativamente di recente. Non ho mai apprezzato eseguire ritratti perchè inizialmente i risultati erano molto scadenti, e il risultato era che rimanevo frustrato dal non riuscire in una cosa così importante per un disegnatore.

Un giorno però ho deciso di proporre le mie illustrazioni a vari giornali, nel tentativo di avviare una carriera nell’editoria appunto come illustratore. Tra i tanti, l’unico a convocarmi per un colloquio fu il direttore del Corriere del Veneto, a Padova. Mi fece però capire chiaramente che le vignette non avrebbero fatto ridere nemmeno un decerebrato all’ultimo stadio, e le caricature non sarebbero state riconosciute nemmeno dalla persona in oggetto. Però avendo notato una buona attitudine nel disegno, mi chiese di ritrarre i politici impegnati allora nella campagna elettorale regionale, perchè poteva essere una alternativa originale alle solite foto. Allora mi impegnai alla grande nella tecnica, e i risultati furono molto apprezzati.

Qui entra in scena l’arte del “ritrattare”. Come finì? non lo so! “I ritratti sono molto belli … scurisci qua .. modifica la … mettiamoci d’accordo per il prezzo … “. Io risposi: “per il prezzo non ho esigenze, mi basta una cosa simbolica”. Da quel giorno il direttore è irraggiungibile.

Pubblico qui alcuni dei ritratti fatti da allora.

Perchè grafico freelance

AlessioLa grafica è sempre stata una mia passione; dai primi programmini in linguaggio basic, alla prima versione di programmi professionali come CorelDraw, è un settore che mi ha da subito affascinato sia con pennarelli, righelli e matite colorate inizialmente, all’uso del pc poi.

Ma “essere un grafico” nella mia concezione è un altra cosa: è una persona che ha studiato, ha fatto sacrifici per ottenere una laurea ed ora ha un titolo di studio che lo attesta. Allora perchè mi definisco grafico? in effetti “grafico autodidatta” sarebbe una definizione migliore. L’ho sempre fatto per hobby, e il corso di Art Director a fascicoli fatto quando avevo 14 anni è l’unica linea guida che ho seguito. Per il resto soltanto applicazione, articoli, tutorial, pratica, e tanta passione.

Allora perchè decidere di diventare un grafico freelancer dopo anni di lavoro dipendente come autista, impiegato, eccetera? La parola “livello di necessità” dovrebbe dire tutto. Ritrovarsi senza lavoro oggi, in un periodo dove la statistica della disoccupazione è l’unica cosa che cresce, mi ha portato al tentativo di trasformare una passione in un lavoro. Certo non è facile, la concorrenza è tanta e onestamente migliore, e il mio livello tecnico da amatore non è paragonabile di certo a quello di un professionista da anni. Ma la passione e la voglia di fare fanno crescere l’ambizione, e in fondo conto sempre sul fatto che il detto “la fortuna aiuta gli audaci” sia vero.

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